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INTERVISTA A PIERPAOLO MASCIOCCHI
Formarsi per Competere: Perché questa iniziativa?
Si tratta di un progetto che Confcommercio ha elaborato per rispondere a un bando del Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie. Un bando di grande interesse e al quale tenevamo particolarmente, che, riconoscendo come le iniziative formative rivolte agli imprenditori costituiscano un fattore strategico per assicurare al sistema economico strumenti adeguati e funzionali al miglioramento della competitività nei diversi ambiti di azione delle aziende, si rivolgeva alle confederazioni presenti nel CNEL perché ideassero dei programmi capaci di stimolare l'innovazione e la crescita delle imprese.
Perché in particolare le confederazioni presenti al CNEL?
Perché queste sono conosciute come organizzazioni "dotate di validi e idonei strumenti operativi" con i quali strutturare adeguati eventi e percorsi formativi.
Quindi l'obiettivo è quello, ambizioso, di portate le PMI a un grado di sviluppo che consenta loro di competere con quelle di più grandi dimensioni e con quelle degli altri paesi europei?
Il progetto Formarsi per Competere è finalizzato a favorire strategie di crescita ed innovazione aziendale, avvalendosi del contributo di esperti di livello nazionale ed utilizzando gli strumenti di formazione e comunicazione più aggiornati. Che tali strategie, una volta conosciute e fatte proprie dagli imprenditori, portino ai risultati da lei indicati, è nostro auspicio. Noi, anche attraverso i corsi di formazione a distanza, la divulgazione delle Best Practice e il tutoraggio post-progetto, abbiamo messo in cantiere una serie di stimoli e di supporti che credo possano incoraggiare gli operatori a muoversi in quella direzione.
Che cosa manca secondo lei alle nostre PMI per farle decollare? Si tratta solo di formazione?
La formazione è parte di un insieme, intendo dire: ricorrere alla formazione rientra in una forma mentis, che è quella di una impresa che vuole crescere, migliorarsi, sfruttare i vantaggi che l'ambiente circostante le presenta e impegnarsi a mantenere il passo con i tempi che cambiano. Questo è l'atteggiamento mentale che distingue un'impresa "vincente" da una che punta alla pura sopravvivenza. Quindi non basta solo la formazione. Ma Confcommercio con l'iniziativa Formarsi per Competere intende proprio lanciare questo messaggio: affrontiamo positivamente il futuro: gli strumenti ci sono, si tratta di scoprire quali sono, scegliere quelli più adeguati a noi, imparare a usarli.
Purtroppo il progetto ha un limite, che è quello dei fondi a disposizione. I corsi programmati non permettono di realizzare corsi in tutta Italia.
E' vero, e per questo abbiamo già chiesto al DIT se è possibile aumentare il numero dei seminari, riducendo altre spese. Vedremo quale sarà la risposta. Ma l'iniziativa ha una sua validità e credo che, anche con un eventuale contributo richiesto ai partecipanti, sia possibile proseguire oltre il limite stabilito dal cofinanziamento dello Stato. Del resto il compito del progetto è anche quello di promuovere l'idea della formazione come mezzo di crescita, e di programmi formativi il sistema confederale, in tutte le sue strutture, ne produce e ne ha prodotti tanti. Importante è quindi che la formazione cominci a entrare nell'orizzonte dei piccoli e micro imprenditori. Una volta compresi i vantaggi, l'investimento in formazione sarà visto nella sua giusta rilevanza e perseguito anche al di là dell'impegno economico richiesto.






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